Alla Apple sono pazzi?

Alla Apple sono pazzi?

Navigando tra i vari blog e forum del settore mi imbatto giornalmente in affermazioni da parte degli iscritti del tipo “Steve Jobs non sarebbe contento”, “alla Apple si sono bevuti il cervello”, “la Apple che fa queste mosse? Sono pazzi!”

Riavvolgiamo un attimo il nastro. Cosa ha innescato queste affermazioni?

I fatti fanno riferimento alla consueta conferenza che Apple organizza ogni anno con e per gli sviluppatori. La WWDC (World Wide Developer Conference) del 2015 ha lasciato gli Applefan più che basiti.

Dopo aver presentato “El Capitan”, interessantissimo nuovo sistema operativo per Mac made in Apple, sono passati ad ios 9 che rimette a lucido tutti i terminali mobili della casa di Cupertino. Si è spaziato dalla domotica all’Apple Carplay, dal lato business (è di pochi mesi l’accordo siglato tra Apple e IBM) al lato consumer . Fin qui tutto come previsto con largo anticipo dalle voci di corridoio.

Ad un certo punto della conferenza Craig Federighi (dirigente Apple) illustra la seconda versione del nuovissimo, nonché il più apprezzato dagli sviluppatori, linguaggio di programmazione ideato da zero dalla Apple, Swift . Mostra a video tutta una serie di librerie e di migliorie attuate per rendere il lavoro degli sviluppatori più semplice. Finita questa precisa disamina si ha il colpo di scena!

Riprende la parola Federighi: -“and now swith became OPENSOURCE”. Un lunghissimo (almeno io l’ho percepito così) momento di silenzio al Moscone center di San Francisco seguito da urla di gioia e una lunga serie di applausi. Adesso swith diventa open source? Che hanno bevuto alla Apple? Queste sono state lemie primissime reazioni a caldo. La Apple che si fa pagare 29 euro un adattatore che altri vendo a 5, la stessa Apple che richiede una “tassa” annuale di 99$ a tutti gli sviluppatori per rilasciare i sui DevKit adesso rende swift praticamente accessibile a tutti e GRATIS?

Non ho tanto tempo per rifletterci su perché la conferenza prosegue spedita ma ho dentro di me quel senso di smarrimento che mi lascia perplesso. Viene presentato il nuovo sistema operativo dell’Apple Watch che come sempre aggiunge nuove funzionalità all’ormai rodato ecosistema Apple.

La conferenza sembra finita. Quando sale sul palco Tim Cook (CEO Apple) ho l’impressione che siamo aisaluti. Ma, altro colpo di scena, Tim sfodera una delle armi più collaudate della storia Apple il “ONE MORE THING” tanto caro, usato ed abusato da Steve Jobs. Tim continua: and now we speak about APPLE MUSIC!

Si era rumoreggiato tanto di Apple Music nelle ultime settimane ma i dettagli non erano chiari fino in fondo. Non sto qui a descrivere le minuzie del servizio ma mi limito a dire che entra direttamente in concorrenza con servizi di streaming musicale come spotify. La sorpresa del servizio non risiede tanto nel servizio stesso ma nel modo in cui esso viene erogato. Adesso state bene attenti: Apple music sarà disponibile su iphone, ipad, ipod, mac, PC WINDOWS e su terminali ANDROID. Non credevo alle mie orecchie e ai mie occhi. La prima reazione è stata: alla Apple sono impazziti.

L’azienda più apprezzata al mondo percepita da tutti come la più cara e la più chiusa fa delle scelte di questo tipo?

Ricordiamo che la Apple è ad oggi l’azienda con il valore più alto al mondo, più di società petrolifere, più della Coca Cola, più di Google e mi fermo qui. Aggiungo anche che è da anni che la Apple è la società al mondo che fattura di più ed inoltre ha gli utili più alti ed ogni anno è superiore al precedente.

Cosa spinge l’azienda a fare questo repentino cambio di rotta?

Come può cambiare marcia così repentinamente visto che fino ad oggi tutto è andato in modo perfetto?

Le considerazioni che faccio oggi a giorni di distanza dalla WWDC sono ben diverse da quelle avute a caldo.

I tempi cambiano e cambiano anche velocemente. Ciò che oggi è giusto domani sarà meno giusto o addirittura sbagliato.

Si dice che solo gli stolti non cambiano idea e le aziende che oggi vogliono competere in un mercato così difficile non possono permettersi il lusso di essere gestite da stolti.

Chi poteva immaginarsi il tracollo di un colosso come Kodak che ha fatto della fotografia su carta il suo territorio di caccia per anni? Come mai oggi la Kodak non esiste più?

Semplice: non ha saputo accettare il cambiamento.

È rimasta ancorata a tempi dove il giusto e sbagliato hanno subito velocemente modifiche, oggi è impensabile investire denaro nei rullini o nelle macchine fotografiche con rullino, ma chissà se tra qualche tempo ci sarà un ritorno. Ci si deve far trovare pronti. La Kodak non ha creduto nella fotografia digitale e questa è stata la sua rovina.

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Articolo correlato : espansione aziendale

Come possiamo pensare solo di credere anche per un istante che alla Apple sono impazziti? L’espansione aziendale deve essere costante. Nessuno può permettersi di essere presuntuoso al punto di non cambiare, la parola chiave è: evoluzione.

Scelte come quelle della Apple possono salvare milioni di fatturato o addirittura un’azienda e migliaia di lavoratori.

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Angelo Sciacca

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Patito incurabile di nuove tecnologie e dell'informatica in generale, blogger. In comunicazienda con attività di web marketing nel piano "garanzia giovani in Sicilia".

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