Cerchi un lavoro all’estero? Daniele ce l’ha fatta

Cerchi un lavoro all’estero? Daniele ce l’ha fatta
UnyOne University incontra Daniele Palombi, 36enne con due passioni: la scienza (ha una laurea in biologia alle spalle) e la cucina. Dopo aver gestito, come titolare, una pasticceria, ha deciso di venderla. E nel giro di qualche mese, ha fatto le valigie ed è partito per Londra, dopo aver firmato un contratto con una catena che produce utensili da cucina di alta gamma e li commercializza attraverso una rete di 850 punti vendita sparsi per il mondo, con un giro d’affari di circa 250 milioni di euro all’anno.
Come mai hai deciso di lasciare l’Italia per cercare lavoro all’estero?
Ho scelto di lavorare all’estero perché avevo voglia di fare quest’esperienza e perché l’Italia mi stava davvero stretta. Londra è una città che mi è sempre piaciuta. Così, appena ho avuto modo di farlo, ho preso e sono partito. Qui le opportunità per chi cerca lavoro sono davvero tante: ci sono tantissimi negozi che assumono, cosa che invece, in Italia, oramai non succede più da tempo. Non so bene perché ma, ad un certo punto, ho ritenuto che fosse arrivato il momento giusto per partire.
Perché hai scelto l’Inghilterra?
L’Inghilterra è un Paese che mi è sempre piaciuto. Prima di trasfermici, avevo già visitato Londra tre volte. Certo: da turista è un’altra cosa. Ora il lavoro viene prima dello svago quindi non ho tanto libero a disposizione. Il mio luogo di lavoro è a Marylebone, in pieno centro: per questo, anche solo percorrere la strada da casa al negozio è un piacere.
Daniele è con uno dei suoi primi clienti, l'attore Stanley TucciQual è la tua occupazione attuale?
Sono un sales assistant e key holder: in altre parole, sono un commesso e ho la responsabilità delle chiavi del negozio. “Ci sono serie prospettive di carriera” credo sia una cosa che dicono tutti i datori di lavoro, in fase di selezione. Lo hanno detto anche a me. Il punto è che qui questa garanzia sta già iniziando a concretizzarsi: tra poche settimane inizierò ad andare in giro per i negozi della catena per tenere delle dimostrazioni di cucina. Potrò fare una cosa che adoro (cucinare), usando degli utensili di grande qualità (posso fare un po’ di pubblicità all’azienda?!). Insomma: sono felice di fare quello che faccio! (Nella foto qui a destra, Daniele è in compagnia di un suo cliente, l’attore Stanley Tucci).
Come è avvenuto il processo di ricerca e selezione?
È successo tutto all’improvviso. Uno dei miei amici, che vive qui a Londra da anni, ora è un mio collega, nel senso che lavora per la mia stessa azienda oramai da tempo: è stato lui a suggerirmi di candidarmi per alcune posizioni che si erano aperte. Così ho scritto il mio curriculum e l’ho inviato. Ho ricevuto un’e-mail automatica: “Se non riceve nostre informazioni entro sette giorni, si consideri libero da impegni”. Dopo sette giorni… mi sono ritenuto libero da impegni! A distanza di poco più di un mese, la stessa azienda ha avviato la selezione per altri posti, così ho deciso di riprovarci, questa volta preparandomi meglio. Mi sono fatto aiutare ed ho modificato un po’ il curriculum (i contenuti sono rimasti inalterati ma ho cambiato la forma ed ho chiesto consiglio per scrivere una buona lettera di presentazione). Ho ricevuto, anche in questo caso, una e-mail automatica però, a distanza di un paio di giorni, è anche arrivata una telefonata: era la mia (futura) store manager, che voleva accordarsi per un colloquio. Dopo pochissimi giorni ero a Londra, emozionato e determinato al tempo stesso. Al termine del colloquio, mi è stato proposto di iniziare dalla settimana seguente. Ho avuto bisogno di un po’ di tempo in più per prepararmi e, dopo una brevissima trattativa portata avanti a distanza, con e-mail e un paio di telefonate, sono arrivato definitivamente qui alla fine di giugno, con un contratto a tempo pieno e indeterminato.
Qual è il bilancio di questi primi mesi di esperienza?
Il bilancio è assolutamente positivo. Al lavoro mi trovo molto bene: con la mia manager, il vice manager e i miei colleghi le cose vanno alla grande. Siamo un bel gruppo e venire al lavoro è davvero molto piacevole! Pare che quello che faccio piaccia anche ai clienti: qualcuno di loro ha anche scritto in direzione per complimentarsi del mio operato. E anche al di là del lavoro qui mi trovo a mio agio. Ah: chi dice che a Londra costa tutto molto dice una bugia o è un po’ sprovveduto. Costa tutto molto per i turisti, questo è vero. Ma, vivendoci, ci sono mille opportunità per spendere il giusto.
C’è qualcosa che non ti piace nel vivere a Londra?
La città è davvero meravigliosa. Ci sono solo due cose che non mi piacciono granché. La prima è di carattere “logistico”: per spostarsi da un posto all’altro ci può volere tanto tempo e quando c’è traffico la cosa diventa ancora più difficile. D’altro canto, ci sono milioni di persone che si spostano contemporaneamente quindi un po’ di traffico e i mezzi pubblici affollati fanno parte del gioco. E magari, anche quando mi sposto, ho modo di vedere gente un po’ strana che, alla fine, mi strappa un sorriso! La seconda cosa che non adoro è la qualità dell’aria: quando vivevo in Italia abitavo a 500 metri sul livello del mare e là, in effetti, si respirava meglio di qui!
Cosa consiglieresti a chi è indeciso circa la possibilità di un futuro professionale all’estero? 
Ognuno ha la propria storia. Però penso che quella di guardare all’estero per trovare un’opportunità di lavoro sia una strada che tutti dovrebbero valutare. A chi ci stesse pensando, vorrei dare solo due consigli. Il primo è quello di studiare la lingua del Paese dove si vuole andare. Qui a Londra, anche stando a contatto col pubblico, si può non possedere un inglese eccellente. Ma essere in grado di sostenere una conversazione di livello normale è indispensabile. Il secondo consiglio è quello di non improvvisare: quella di partire per l’estero è un’esperienza importante per la quale è bene prepararsi.

 

L’esperienza di Daniele può insegnare tanto anche alle aziende italiane. Vuoi saperne di più? Contattaci:
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