e-commerce, una grande opportunità in tempi di crisi

e-commerce, una grande opportunità in tempi di crisi

L’ e-commerce ha modificato le abitudini di acquisto in modo drastico.

Molti consumatori si recano nei punti vendita solo per osservare o provare il prodotto per poi acquistarlo, online, a prezzi notevolmente inferiori.
Molti punti vendita fanno fatica ad adattarsi ad un consumatore sempre più orientato verso logiche 2.0 e perdono quote di mercato.
Vi sono molte aziende che si stanno adattando a questo nuovo comportamento dei clienti. Oggi realizzare un sito e-commerce richiede un investimento più basso rispetto ai costi di gestione di un negozio tradizionale; attenzione, non è sufficiente avere un e-commerce, bisogna eseguire attente analisi di mercato e dei competitor. Dopo aver valutato i dati delle analisi eseguite, occorre fornirsi di un assortimento di prodotti (se non sei un produttore devi trovare un ottimo fornitore) sufficiente per gestire rapidamente gli ordini, tenendo conto che è necessario acquistare ad un buon prezzo, essere veloci nelle consegne, avere un ottimo servizio clienti, effettuare campagne di marketing e branding, avere un web design professionale (non casuale), foto di qualità e descrizioni efficaci dei prodotti (in alcuni casi anche video).

Nel mondo e-commerce, Amazon rappresenta un punto di riferimento, ma non tutti sono Amazon e allora che fare?
La ricerca di una nicchia di mercato è una buona soluzione per crescere online, meno rischiosa rispetto alla realizzazione di un e-commerce generalista e di grandi dimensioni.
Ad esempio, l’e-commerce del vino in Italia può essere considerato ancora una nicchia, eppure, in tanti ci credono e ci investono, non a caso è stato uno dei temi caldi dello scorso Vinitaly.
Lo stesso ente VeronaFiere ci investe, al punto che il portale e-commerce Vinitaly Wine Club, lanciato nel 2013 ha già avviato una collaborazione, in Italia, con Vini24 il progetto di vendita di vino on line de “Il Sole 24 Ore”.

Guardando alla Cina secondo go-globe.com i dati della vendita online di vino in bottiglia indicano una forte crescita del comparto, che raggiungerà il valore di 2,8 trilioni di yuan (circa 457,6 miliardi di dollari) nel 2016.
Ecco alcuni casi di successo:
YesMyWine dichiara di vendere fra 20 mila e 120 mila bottiglie al giorno stimolando la partecipazione degli utenti con eventi mensili (come la scelta del nome con cui lanciare i vini), promozioni e blind tasting (riconoscere i sapori alla “cieca”), per analizzare il gusto e la disponibilità di spesa dei consumatori cinesi, elemento fondamentale per orientarsi sul mercato con successo.

Vinehoo , invece si affida ai Social Flash Sales: vendite temporanee di alcune etichette disponibili solo online e in quantità limitata. Attraverso promozioni guidate, forum, degustazioni alla cieca e prezzi competitivi ha costruito il proprio brand. La vendita è riservata ai membri registrati, e per il 2014 prevedono utili per 10 milioni di euro.
In un nuovo mercato come quello cinese, è fondamentale fornire contenuti, “istruire” il consumatore, creando cultura, aspettative, interesse intorno al mondo del vino: il web, in questo, è un supporto ideale come afferma Gong Dan di QQIM.

La strategia di M1nt Cellars fonde virtuale e reale puntando alla vendita di prodotti d’alta gamma (come Dom Perignon , di cui è primo venditore in Asia) legati a un preciso stile di vita, “China Cool”, identificati con i principali nightclub di Shanghai e i ristoranti top dipendenti dal brand.

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